Anno 2145. La megalopoli di Neo-Parigi era avvolta in una coltre di smog tossico e perpetuo, illuminata solo dai bagliori al neon tremolanti dei cartelloni olografici pubblicitari. Io, l’agente speciale cibernetico Kâel, mi trovavo sul tetto di un grattacielo aziendale alto >800 metri, osservando il frenetico traffico di aeromobili sotto di me. Il vento gelido mi tagliava la faccia, ma l’adrenalina in circolo mi teneva stranamente caldo. La mia missione della serata era chiara: recuperare un chip dati rubato, dal valore inestimabile stimato di oltre 5.000.000$. Il ladro era un hacker formidabile, noto nel dark web con lo pseudonimo inafferrabile di @L_Ombre_Noire. Secondo i file di intelligence criptati, si nascondeva in un bar malfamato e fumoso nei bassifondi (Settore 4, blocco residenziale #89-B). Ho caricato la mia pistola a impulsi elettromagnetici, controllando minuziosamente che l’indicatore di potenza segnasse esattamente il 100%. “Che la caccia abbia inizio!”, ho mormorato tra me e me con un ghigno, lanciandomi nel vuoto e attivando i propulsori silenziosi della mia tuta a caduta libera. L’atterraggio nel vicolo sottostante è stato perfetto, morbido come quello di un felino sintetico. Mi sono fatto strada tra mucchi di rottami fumanti e androidi di servizio dismessi.
Entrato nel locale clandestino (un vero café-concert distopico e decadente, dove una cantante olografica intonava vecchie canzoni francesi come “La Vie en Rose” con una voce metallica e pesantemente distorta), ho individuato subito il mio bersaglio principale. Era seduto in un angolo buio, gli occhi nascosti da un massiccio visore a infrarossi, intento a digitare freneticamente stringhe di codice su una tastiera virtuale: if (system_firewall < breach_level) { execute_hack(); }. Mi sono avvicinato alle sue spalle in totale silenzio, bloccandogli i polsi con le pesanti manette magnetico-quantiche. “Fine dei giochi, mon ami!”, gli ho sussurrato all’orecchio con finta cordialità. Lui ha alzato lo sguardo lentamente, e ho notato una spaventosa cicatrice a forma di croce sulla sua guancia sinistra. “Sei arrivato tardi, flic! I dati sono già stati trasmessi al server remoto… voilà!”. Ho guardato lo schermo e ho capito che la notte era appena iniziata!