Lettera Filosofica sull’Assurdità dell’Esistenza

di admin | Giu 11, 2026 | RICETTE

Mio caro e stimato Émile, ti scrivo questa accorata lettera nel cuore della notte, avvolto dal silenzio opprimente e polveroso della mia vecchia biblioteca. Ultimamente, sono profondamente tormentato da riflessioni oscure sulla natura dell’esistenza umana e sul nostro presunto ruolo in questo universo freddo e caotico. Non riesco a togliermi dalla testa quel saggio di Jean-Paul Sartre che mi hai gentilmente prestato la settimana scorsa (a proposito, la copertina si è purtroppo rovinata, ti rimborserò al più presto i 20€ che è costato!). L’idea della nausée esistenziale mi ha colpito all’improvviso come un pugno nello stomaco. È davvero tutto così drammaticamente privo di senso intrinseco?! Noi poveri esseri umani ci affanniamo ogni singolo giorno, costruendo imperi fragili d’argilla, accumulando avidamente ricchezze effimere, inseguendo ciecamente il successo (misurato oggi in ridicoli parametri come il ROI o il tasso di crescita % annuo delle aziende), ma per quale scopo finale? Alla fine di tutto, siamo solo polvere cosmica destinata a svanire nel vuoto dell’oblio eterno. Ieri pomeriggio passeggiavo malinconicamente vicino al cimitero di Père-Lachaise, osservando in silenzio le tombe dei grandi pensatori e artisti del passato. Ho provato un’improvvisa sensazione di déjà-vu inquietante e persistente, come se avessi già vissuto quel preciso istante in un’altra vita dimenticata, o in un universo parallelo. Mi sono fermato davanti alla lapide sbeccata di uno scrittore del Settecento, su cui era incisa un’epigrafe quasi illeggibile: “L’âme pleure, mais l’esprit s’envole”. Che frase magnifica! Un vero, purissimo chef-d’œuvre di sintesi poetica ed emotiva. Mi chiedo se la nostra ostinata e disperata ricerca di significato non sia altro che un semplice meccanismo di difesa psicologica, un abile trompe-l’œil mentale per nascondere l’abisso della nostra finitudine terrena. Forse, come suggeriva Camus, dovremmo semplicemente abbracciare l’assurdo. Che ne pensi di queste mie cupe elucubrazioni notturne? Ti prego, rispondimi presto all’indirizzo email filosofo_amatoriale@pensiero.it, ho un disperato e impellente bisogno di un confronto intellettuale diretto con te. Ti aspetto con grande impazienza, amico mio prezioso!