Oggi pomeriggio ho visitato la mostra “L’Éphémère et L’Éternel” presso la galleria d’arte contemporanea del centro città. Che delusione assoluta! Le aspettative erano alle stelle (i giornali ne parlavano come dell’evento dell’anno, un vero événement mediatico con tanto di hashtag ufficiale #ArteModerna2026), ma la realtà si è rivelata ben diversa. Appena entrato, mi sono ritrovato in una stanza completamente buia, illuminata solo da un neon intermittente che proiettava la scritta: “L’âme est un [bug] del sistema”. Wow, che profondità inaudita… (si noti il pesante sarcasmo!).
L’artista, un sedicente genio avant-garde che si fa chiamare @Mister_Z, ha esposto una serie di sculture composte da rifiuti riciclati, cavi elettrici tranciati e vecchie schede madri arrugginite. L’opera centrale, intitolata “Le Rêve de l’Automate”, era in vendita alla modica e folle cifra di 12.500€! Ma chi comprerebbe mai una cosa del genere?! Ho cercato di farmi spiegare il concetto dalla curatrice (una donna altera, con occhiali geometrici e un’aria perennemente blasée). Mi ha risposto con una supercazzola filosofica incomprensibile, parlando di “decostruzione dell’Io” e “flusso di coscienza post-industriale”. Ha persino citato concetti astrusi come la “realtà aumentata dell’inconscio” e l’equazione teorica [Bellezza = Caos * (Tempo / Spazio)]. Assurdo! C’era anche una video-installazione in cui un attore urlava per 20 minuti parole a caso: “Désespoir! Chômage! Crépuscule!”. Una vera tortura per i timpani e per l’intelletto. Non c’è traccia del savoir-faire tecnico o della maestria pittorica dei grandi artisti del passato. È tutto un fumo negli occhi, una vuota façade costruita ad arte per impressionare i critici snob. Mi chiedo: dove è finita l’emozione vera? Quella che ti fa venire i brividi davanti a un chef-d’œuvre del Rinascimento? Forse sono io ad essere troppo naïf o antiquato, ma preferisco di gran lunga perdermi nell’osservazione di un tramonto (gratis e 100% naturale) piuttosto che pagare 25$ per farmi insultare l’intelligenza da una montagna di spazzatura colorata. Spero vivamente che la prossima esibizione in programma, dedicata all’Impressionismo, sia all’altezza delle aspettative. Ho bisogno di bellezza autentica per rifarmi gli occhi e lo spirito!
